Dott.ssa Rosalia Impastato
Reumatologa

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reumatologiaLa reumatologia rientra nel campo della medicina interna, che si occupa delle malattie dell’apparato muscolo-scheletrico e dei tessuti connettivi dell’organismo. Le malattie reumatiche possono interessare ossa, articolazioni, muscoli, vasi, nervi ed organi interni come cuore, cervello e polmoni.

L’origine del concetto di malattia reumatica  – dal greco ῥεῦμα (rhèuma) – è legato  allo “scorrere” di flussi patologici che si accumulano nelle articolazioni o nelle sezioni muscolose e tendinee, causandone l’infiammazione.

Reumatismi cronici primari

I reumatismi cronici primari rappresentano il nucleo centrale della disciplina perchè sono le più frequenti e le più dannose per la salute. Si tratta di malattie infiammatorie che interessano le articolazioni e le strutture periarticolari con un andamento progressivo e spesso invalidante. Esistono due principali tipologie di reumatismi cronici primari:

  • Il gruppo reumatoide, che coinvolge gli arti
  • Il gruppo spondiloartitrico, che interessa la colonna vertebrale

Connettiviti sistemiche

Sono malattie multifattoriali tra cui rientrano: l’artrite reumatoide, il lupus eritematoso sistemico, la polimiosite/dermatomiosite, la sclerodermia o sclerosi sistemica e la poliarterite nodosa. Tra i fattori responsabili delle connettiviti ci sono quelli ereditari, infettivi, ormonali e lo stress. L’insorgenza si manifesta per alterazione del sistema immunitario, che invece di costruire delle difese dagli agenti esterni, si trasforma in sistema nocivo, attaccando le cellule e i tessuti dell’organismo tramite anticorpi o copie di cellule aggressive

Reumatismi dismetabolici

I reumatismi dismetabolici dipendono da turbe metaboliche che condizionano la deposizione di materiale microcristallino nelle articolazioni. Il più noto di questi reumatismi è la gotta, che è causata da un eccesso di acido urico nel sangue. L’acido urico è una sostanza poco solubile, derivata dal metabolismo delle purine, presenti nel nucleo di ogni cellula dell’organismo. L’accumulo di acido urico nei tessuti può causare dolori articolari acuti.

Reumatismi degenerativi

I reumatismi degenerativi includono tutte le forme di artrosi, i cui fattori sono da ricercare nell’ereditarietà, nella natura meccanica e traumatica della malattia. L’artrosi è una delle patologie più diffuse nella popolazione italiana e le sue forme più gravi come la coxarttosi (artrosi dell’anca) e la gonartrosi (artrosi del ginocchio) sono particolarmente invalidanti. Altre forme di artrosi possono colpire la colonna vertebrale, le mani e i piedi, determinando un forte impatto in termini di mobilità, disabilità e sofferenza fisica. Sebbene non sia l’unico fattore determinante, l’età è da annoverare tra le cause del fenomeno.

Reumatismi extra articolari

I reumatismi extra articolari sono affezioni a carattere localizzato quali tendiniti, borsiti, entesiti, sindromi mio-fasciali e fibromialgia. Sebbene si tratti di episodi a carattere transitorio, sono comunque fonte di dolore e disturbo.

Reumatismi ed età

Se le patologie reumatiche di natura degenerative (reumatismi degenerativi) sono ascrivibili all’età matura, le patologie reumatiche immuno-mediate (reumatismi infiammatori) si manifestano soprattutto nei giovani adulti o negli adolescenti o, in alcuni casi, nei bambini. Tra i reumatismi infiammatori potenzialmente cronici e invalidanti ci sono:

  • il morbo di Still, che colpisce i bambini entro i 10 anni di età;
  • il lupus erimatoso sistemico, che colpisce le ragazze in età adolescenziale
  • la spondilite anchilosante
  • l’artrite reumatoide, che può manifestarsi in giovani donne dopo un parto o a seguito dello stress

Esami di laboratorio

Oltre ai test classici (VES, mucoproteine, proteina C reattiva, TAS, RA-test), oggi sono disponibili test in grado di rilevare l’assetto immunogenetico o la specificità degli anticorpi, che spesso rappresentano i marcatori di particolari malattie.

Indagini strumentali

Le moderne tecniche di imaging si sono affiancate progressivamente alla radiologia convenzionale, che permettono di evidenziare anche le cartilagini che rivestono le pareti ossee, le membrane sinoviali e gli altri tessuti molli, spesso interessati dalle malattie reumatiche.

  • l’ecografia, grazie all’ausilio degli ultrasuoni, permette di elaborare un’immagine delle differenti parti che costituiscono il segmento oggetto dell’analisi.
  • La tomografia assiale computerizzata (TAC) consente un esame dettagliato dei vari segmenti dell’organismo, evidenziando eventuali masse patologiche.
  • La risonanza magnetica nucleare, in aggiunta alla TAC, riesce ad elaborare un piano dello spazio ancora più dettagliato
  • I densitometri, particolarmente utili per studiare l’epidemiologia dell’osteoporosi, permettono di misurare con alta precisione la densità minerale dell’osso
  • Gli artroscopi consentono di osservare direttamente l’ambiente articolare, verificando lo stato della membrana sinoviale e delle cartilagini articolari.

Diagnosi precoce e trattamento mirato

La conoscenza delle malattie reumatiche oggi ha raggiunto alti livelli di professionalità. Con essa sono migliorati anche gli strumenti di cui il medico specialista può disporre per formulare la diagnosi e accertare i danni anatomici e funzionali, evitando così il progredire della malattia. Malattie che un tempo creavano profondi disagi come la febbre reumatica o la gotta, oggi sono perfettamente curabili. Anche per patologie più impegnative come l’artride reumatoide, il lupus o la sclerodermia i passi in avanti sono stati ragguardevoli, grazie all’impiego di farmaci antireumatici ed immunosoppressivi. Per quanto concerne le malattie immunomediate, si possono oggi somministrare agenti biologici o sostanze sintetiche che sono in grado di neutralizzare determinati gruppi di cellule infiammatorie responsabili delle malattie reumatiche.