Recenti statistiche evidenziato che in Italia, nell’ultimo anno, i tumori della pelle sono aumentati del 20%, passando da 12.300 registrati nel 2019 a quasi 14.900 diagnosticati nel 2020. Oggi, grazie alla ricerca scientifica e a una diagnosi precoce è possibile guarire da determinate patologie cutanee o comunque tenerle sotto controllo. Per questo sottoporsi a controlli periodici, anche in assenza di sintomi, diventa fondamentale.

Non c’è un’età specifica in cui sottoporsi ad un primo controllo dermatologico ma è consigliato durante l’adolescenziale, per valutare lo stato di salute della cute e per effettuare una mappatura dei nei” spiega il dottor Antonio Sciumè, dermatologo di riferimento del Centro Medico Bellanca.

La mappatura dei nei consente di controllare e monitorare le lesioni pigmentate presenti sulla pelle del paziente. È un esame che permette di diagnosticare la presenza di un melanoma, anche nelle fasi iniziali e identificare la comparsa di nuovi nei o il cambiamento di quelli già esistenti, ad esempio nella forma, nel colore o che causano prurito o sanguinamento.

Uno dei principali fattori di rischio per la salute della nostra pelle e soprattutto del carcinoma cutaneo è l’esposizione ai raggi UV nelle fasce orarie più calde e senza l’utilizzo di protezioni solari – sottolinea il dottor Sciumè – i danni causati dai raggi solari possono presentarsi anche a distanza di tempo per questo è fondamentale prendersi cura della propria pelle ogni giorno perché la prevenzione inizia anche dalle nostre azioni quotidiane”.

Godere dei raggi del sole, ad esempio al mattino, può addirittura far bene al nostro organismo. La luce del sole, infatti, migliora l’umore, dona energia e permette all’organismo di sintetizzare la vitamina D, essenziale per assimilare il calcio.

Altri fattori di rischi per il benessere della nostra pelle sono da ricercare nei tessuti dei capi di abbigliamento che possono, in alcuni casi, contenere sostanze tossiche dannose per la salute. Possono essere inalate oppure assorbite attraverso la pelle. La scelta di capi di abbigliamento di qualità diventa fondamentale soprattutto per gli indumenti che hanno un rapporto diretto con l’epidermide (es. t-shirt, calze, intimo). “Problematiche che aumentano, spiega il dott. Sciumè, quando si pratica attività fisica. Il calore ed il sudore prodotto dal corpo favorisco l’assorbimento di sostanze chimiche utilizzate per produrre e trattare i vestiti e potrebbero causare problemi di disidratazione, con la conseguente manifestazione di altre patologie che interessano non solo l’epidermide ma anche gli organi interni”.